Il ritratto

Hans Luginbühl
Presidente dell’Associazione Svizzera dei Maestri Sarti (ASMS) e presidente della Comunità d’interessi per la formazione professionale di creatrici/creatori d’abbigliamento (IBBG).

Hans Luginbühl è un professionista molto esperto e impegnato, che ancora oggi, a 73 anni, promuove instancabilmente la professionalità nel settore dell’abbigliamento. Da sette anni si batte con grande foga per la riforma professionale e la formazione di base delle creatrici/creatori d’abbigliamento. Inoltre, a Zurigo guida dal 1998 l’Associazione Svizzera dei Maestri Sarti, che è stata fondata nel 1907 e che oggi conta un centinaio di affiliati. Al centro dell’attività dell’associazione c’è la formazione degli apprendisti. Oltre a ciò, l’ASMS organizza un programma di corsi che dà opportunità di formazione continua specialistica ed anche imprenditoriale.

Intervista ad Hans Luginbühl
Intervista a cura di Sabine Buser per conto dell’ASMS.

ASMS: Molti dei nostri soci ti conoscono “solo” come presidente dell’ASMS e dell’IBBG. Come e quando sei arrivato all’ASMS?
Hans Luginbühl: Nel 1997, l’allora presidente Fritz Müller mi chiese se non volessi entrare nell’associazione e far parte del suo Comitato centrale. All’epoca esisteva ancora una Commissione delle uniformi, che si occupava specificamente degli ordini di abbigliamento militare. Questa commissione aveva ancora una forte influenza politica tramite l’Unione svizzera delle arti e mestieri. Lo scopo era di ottenere quanti più ordinativi possibili, per garantire posti di lavoro a casa e negli atelier.

Puoi raccontarci qualcosa della tua carriera?
A 16 anni ho iniziato l’apprendistato come maestro sarto nella ditta di mio nonno (confezione di abiti da uomo e uniformi) e dopo tre anni ho conseguito l’AFC. Dopo il servizio militare si imponeva una formazione professionale supplementare. Così, a Mönchengladbach, in Germania, mi sono diplomato come tecnico d’abbigliamento. Dopo ho avuto la fortuna di poter svolgere tirocini in grandi industrie d’abbigliamento in Germania, Francia e Italia, approfondendo così le mie competenze professionali. Poi è venuto il tempo di tornare a casa e di mettermi a lavorare stabilmente nell’azienda di famiglia. Contemporaneamente sono sempre stato attivo anche in seno a diverse istituzioni pubbliche: nei pompieri, nella politica, in associazioni sportive, in organizzazioni di anziani e naturalmente nelle associazioni di categoria. E voglio qui ricordarlo: sono sposato e abbiamo tre figli e due nipoti, che continuano a darmi la forza per risolvere le questioni che incombono.

Sei nel mondo dell’abbigliamento ormai da parecchi anni, dove vedi i maggiori cambiamenti nel nostro settore?
I cambiamenti nel nostro settore sono molto variegati. Il concetto di qualcosa che dura nel tempo è andato definitivamente perduto. Se un tempo un capo di vestiario era prodotto per essere indossato a lungo, oggi la durata è molto più breve, perché è forte il desiderio di avere un guardaroba sempre al passo con le mode. Di conseguenza il periodo in cui si indossano i capi è diventato molto più breve, con conseguenze in termini di prezzo e, a volte, di qualità. Anche la grande avanzata dell’abbigliamento funzionale per il tempo libero rappresenta un grande cambiamento.

Tuttavia, per soddisfare una certa clientela, anche in futuro ci sarà bisogno della sartoria su misura e dell’alta moda! Le future creatrici d’abbigliamento hanno bisogno di competenze professionali molto vaste e solide e devono poter disporre di una formazione di base e soprattutto specialistica che soddisfi questi requisiti!

Cosa bisogna fare e non fare nella professione sartoriale?
Sia nel mio lavoro che nella mia attività associativa, sono sempre soddisfatto delle soluzioni lungimiranti a vantaggio dell’intera industria dell’abbigliamento. In particolare, per me è molto importante avere una buona e cordiale collaborazione con le persone, sia nel lavoro che in seno all’associazione. Le critiche generiche, che non sono costruttive e sono sempre improntate al “prima era tutto meglio”, non mi piacciono!

 


JS_interior_01Jakob Schlaepfer

Da oltre 100 anni Jakob Schlaepfer riveste il mondo con i suoi tessuti. Visioni tessili per la moda e l’architettura sono all’origine di ogni sua collezione. L’originale combinazione di accurato lavoro manuale e di fabbricazione industriale sfocia in un prodotto di lusso, che si distingue per esclusività e bellezza. La squadra di designer che fa capo a Martin Leuthold crea ogni anno oltre 1200 disegni di tessuti – sempre con l’obiettivo di andare incontro alle esigenze dei clienti di tutto il mondo con idee innovative e una lavorazione di prima qualità.

Le stoffe sono ideate, testate e realizzate a San Gallo. La produzione in proprio e una stretta collaborazione con aziende partner locali consente alla Jakob Schlaepfer di lavorare in modo sperimentale e di reagire in modo flessibile ai continui cambiamenti della moda.

Nata come azienda di ricami, la Jakob Schlaepfer si è costantemente adeguata ai progressi tecnologici e oggi lavora, tra l’altro, con il taglio a laser, la stampa digitale e macchine ricamatrici dell’ultima generazione. Di conseguenza le possibilità di lavorazione delle stoffe sono diventate più complete e complesse.

I tessuti per la moda e per gli interni, così come gli accessori di Jakob Schlaepfer, sono variegati e assolutamente inconfondibili. L’azienda non si limita a un unico stile ma si caratterizza molto di più per l’abbinamento di cultura e tradizione tessile locali e design futuristico. Jakob Schlaepfer è fonte d’ispirazione per stilisti, architetti e appassionati di tessuti di tutto il mondo.

jakob-schlaepfer.ch